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Ricordi di Naja

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TRE GIORNI AL “3P” CON IL CAMPO SCUOLA ANA-PC SEZ. DI MILANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosario A.   
Lunedì 04 Luglio 2016 00:00

Ero già emozionato al pensiero che gli alpini potevano trasmettere qualcosa di costruttivo per i ragazzi quando ho saputo che avrebbe potuto partecipare anche mio figlio e mi sono emozionato ancora di più.

All'ingresso al campo scuola mio figlio non era molto entusiasta ma con il passare delle ore vedevo sempre di più sia il suo coinvolgimento che quello di tutti i ragazzi /e che si sono comportati in una maniera esemplare .

Ho visto un affiatamento tra di loro da farmi avere un po’ di malinconia.

Credo che questa esperienza abbia fatto crescere molto i ragazzi e sinceramente ha lasciato molta ricchezza interiore anche a me. Non nascondo che quando il colonnello Pivetta ha raccontato parte del suo vissuto mi sono commosso tantissimo e la cosa che più mi ha stupito è stato l'interesse degli allievi e quello di mio figlio che subito dopo l'intervento del colonnello (onorato di aver fatto la sua conoscenza) mi ha tolto il cappello e lo ha indossato. Credo che questa avventura abbia lasciato tanto a questi ragazzi; c’è da dire che quando si parla di Alpini nulla è impossibile e proprio come ha detto il colonnello si ha quella fratellanza che è difficile spiegare e un qualcosa che si porta dentro il cuore . Il mio pensiero per il prossimo anno sarà sicuramente un successo perché quando ci sono gli Alpini c'è sempre amore e loro lo trasmettono in una maniera straordinaria.

W gli Alpini!

Rosario Accardo

 
RIMPATRIATE FRA COMMILITONI PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo   
Domenica 03 Luglio 2016 00:00

Uso il plurale perché coincidenza ha voluto, che nel mese scorso sia io (Angelo Spina) che Giuseppe Tonani, abbiamo partecipato ad un incontro con i nostri fratelli di naja.

Preciso che io non ho fatto il servizio militare con Giuseppe perché all’epoca non ero ancora nato.

Giuseppe ha avuto il suo bel da fare per rintracciare i suoi commilitoni dopo 45 anni, io invece ho semplicemente accettato l’invito di un mio compagno di naja, Stefano Rivolta che si è sbizzarrito con l’aiuto dei social network, nel ritrovare alcuni  di noi del 10° ’94, Guastatori Alpini del Btg. “ISEO” e a 21 anni dal congedo ci siamo trovati nell’Oltrepò pavese.

È stato molto bello ritrovarsi, sembrava fosse passato solo un giorno dal congedo e speriamo che questo sia il primo di numerosi ritrovi.

Cedo la parola a Giuseppe Tonani:

<< Da tempo meditavo di organizzare una rimpatriata con i mie ex commilitoni.

Così che lo scorso inverno, complice la brutta stagione, ho fatto delle ricerche tramite Internet sulla base di un documento con nomi cognomi ed indirizzi che ci era stato consegnato e, gelosamente custodito, in occasione del congedo militare.

Un documento su cui lavorare; prezioso, quanto obsoleto.

I recapiti erano riferiti ad un'epoca in cui si viveva ancora, chi più chi meno, all'ombra del "bursin del vecio".

Fondamentali sono stati i numeri civici delle rispettive vie dove poter fare una telefonata e sperare in qualche persona di storica memoria.

Devo ammettere di avere avuto una buona dose di fortuna, anche se non tutte le notizie che cercavo sono andate a buon fine.

Per qualche commilitone sono arrivato troppo tardi! Era già "andato avanti".

Facevamo tutti parte del II° Contingente '70 - V° Reggimento Artiglieria da Montagna - Gruppo Vestone - Reparto Comando di Stanza a Merano, il cui ultimo contatto risale a 45 anni orsono, l'anno del congedo militare (settembre 1971).

Con circa una metà dei 34 ex commilitoni, con qualche consorte al seguito, ci siamo ritrovati l'11 Giugno scorso per un pranzo in compagnia.

Un incontro indimenticabile. Qualcuno  quasi irriconoscibile nell'aspetto ma non nel carattere.

I "ti ricordi" narrati con dovizia di particolari si sprecavano. Rivedere assieme le poche foto disponibili, ancora in bianco/nero (il colore era ancora un lusso),

Abbiamo condiviso una gran bella giornata di quelle che spesso leggiamo sul nostro mensile L'Alpino, ma che questa volta mi trovavo ad essere protagonista.

Come è consuetudine in queste circostanze non poteva mancare l'appuntamento al prossimo anno, magari con qualche ex commilitone in più.>>

 
Voci dal Gruppo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco B.   
Sabato 02 Luglio 2016 00:00

Scrivo questo pezzo prendendo spunti qua e là da diverse situazioni, le quali comunque tutte mi riconducono allo stesso medesimo concetto.

L’idea per questo scritto mi è venuta guardando in TV un pezzo dello spettacolo di Benigni, andato in onda il 2 giugno, festa della Repubblica. Siccome anch’io  come molte altre persone ho approfittato del lungo ponte per mettermi in viaggio non ho in realtà pensato molto a questa ricorrenza, fino a quando per caso mi sono imbattuto in questo programma. Benigni parlava della Costituzione, dei suoi valori fondamentali, della patria e del valore delle persone che hanno creduto in essa e che per essa hanno lottato. Troppo spesso, al giorno d’oggi, ci dimentichiamo di quei giorni. Ci dimentichiamo che tutto quello che abbiamo è stato guadagnato col sangue. E’ vero, in Italia ci sono tantissime cose che non funzionano, che non vanno bene, che non ci piacciono e che dovrebbero essere cambiate.

Il mugugno popolare dice che i governi fanno schifo, di qualsiasi parte politica siano, le istituzioni non funzionano e che sono tutti ladri. Ricordiamoci però che l’Italia siamo noi, non sono solo gli altri. Troppo facile autoescludersi dalle colpe, e addossare sempre le responsabilità agli altri. Se non cambiano noi per primi niente cambierà. L’Italia siamo noi, e tutto quello che facciamo di negativo lo facciamo contro noi stessi. Ci vuole amore. Ci vuole rispetto. L’Italia siamo noi, questo è il nostro Paese, la nostra casa, il nostro cuore, la nostra mamma.

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